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This is me

I was born and raised in Belarus, in the Polesia region, a land of forests, rivers, and vast natural landscapes.

As a child, I drew and painted constantly. I was always creating something, and my passion for drawing was noticed and encouraged by my art teachers at school.

Although art had always been present in my life, my academic and professional path initially took a different direction. I earned a degree in Foreign Languages and, at a young age, began working as an English teacher. Teaching languages was my first professional experience and allowed me to explore communication, expression, and the relationship between people through words.

Later, I moved to Rome, where I continued my studies and earned a second degree combining Languages and Computer Science.

Why Do I Paint?

A decisive moment came during the pandemic. In those months, as the world was changing before our eyes, many of the certainties on which we had built our lives began to waver. Values, habits, plans, work, and securities that had seemed stable suddenly no longer were.

When everything you know is called into question, you inevitably begin to question what you thought you knew about yourself as well. It was a time of profound questions: Who am I really? What remains of me when my certainties fall away? Where is my place?

During that period, I began, layer by layer, to remove everything that did not truly feel like mine: expectations, conditioning, and images of myself that I had built over time. It felt like going back, beyond everything I had constructed, in order to rediscover something that had always been within me.

I realized that I needed to paint. Not to follow a trend, not to be understood by everyone, nor to conform to what is expected of an artist, but to communicate something that deeply belongs to me.

From that moment on, painting became a form of personal truth for me. A way of removing what is unnecessary, moving through what I feel, and allowing something authentic to emerge.

It is from this awareness that my current artistic practice has emerged: a free, instinctive, and abstract form of painting in which color, gesture, and material become tools for communicating what often cannot be expressed through words.

Main Themes and Artistic Message

In my work, I explore the concept of duality, not as opposition, but as the possibility of bringing opposites together.

I am interested in taking two different parts, seemingly separate or contrary, and bringing them toward a point of encounter. For me, duality becomes meaningful precisely when opposites come together and become part of a single reality.

The conceptual journey that runs through my practice can be summarized as:

Duality → Union → Energy → Movement → Transformation

Opposites meet; from their union, energy emerges; energy generates movement; and movement leads to transformation. Duality, therefore, is not a static state, but a dynamic process in which different forces meet, influence one another, and transform each other.

This is why I often choose the diptych as a format: two distinct panels that, together, become a single work. The separation between the two parts does not represent a definitive distance, but rather a space for dialogue and connection, where energy can flow and create movement.

Abstraction is the language that allows me to express this exploration. I feel that it is not enough to paint only what I see. Abstraction gives me greater freedom and lightness; it allows me to move beyond recognizable form and paint what cannot be seen.

Each work is conceived as a portal toward the invisible, a point of connection between the artwork and the viewer, capable of evoking emotions, intuitions, and a possible deeper understanding of oneself.

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I bring
feelings to form, visions to life.

Questa sono Io

Sono nata e cresciuta in Bielorussia, nella regione della Polesia, una terra di foreste, fiumi e vasti paesaggi naturali. 
Da bambina disegnavo e dipingevo continuamente. Ero sempre intenta a creare qualcosa, e la mia passione per il disegno veniva notata e incoraggiata dai miei insegnanti di arte a scuola 
Sebbene l’arte sia sempre stata presente nella mia vita, inizialmente il mio percorso accademico e professionale ha preso una direzione diversa. Ho conseguito una laurea in Lingue Straniere e, da giovane, ho iniziato a lavorare come insegnante di inglese. L’insegnamento delle lingue è stata la mia prima esperienza professionale e mi ha permesso di esplorare la comunicazione, l’espressione e il rapporto tra le persone attraverso le parole.
Successivamente mi sono trasferita a Roma, dove ho proseguito i miei studi e conseguito una seconda laurea che univa Lingue e Informatica.

Perche dipingo?
Un momento decisivo è stato il periodo della pandemia. In quei mesi, mentre il mondo cambiava sotto gli occhi di tutti, molte delle certezze sulle quali avevamo costruito la nostra vita hanno iniziato a vacillare. Valori, abitudini, progetti, lavori e sicurezze che sembravano stabili improvvisamente non lo erano più.
Quando tutto ciò che conosci viene messo in discussione, inizi inevitabilmente a mettere in discussione anche quello che sapevi su di te. È stato un periodo di domande profonde: Chi sono veramente? Cosa rimane di me quando cadono le certezze? Qual è il mio posto?
In Quel periodo ho iniziato, strato dopo strato, a togliere tutto ciò che non sentivo veramente mio: aspettative, condizionamenti, immagini di me c È stato come tornare indietro, oltre ciò che avevo costruito, per ritrovare qualcosa che era sempre stato dentro di me.
Ho capito che avevo bisogno di dipingere. Non per seguire una tendenza, non per essere compresa da tutti, né per adeguarmi a ciò che ci si aspetta da un artista, ma per comunicare qualcosa che appartiene profondamente a me.
Da quel momento la pittura è diventata per me una forma di verità personale. Un modo per togliere ciò che è superfluo, attraversare ciò che sento e lasciare emergere qualcosa di autentico.
È da questa consapevolezza che nasce la mia ricerca artistica attuale: una pittura libera, istintiva e astratta, nella quale il colore, il gesto e la materia diventano strumenti per comunicare ciò che spesso non può essere detto con le parole.
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Temi principali e messaggio artistico

Nelle mie opere esploro il concetto di dualità, non come contrapposizione, ma come possibilità di unione tra gli opposti.
Mi interessa prendere due parti diverse, apparentemente separate o contrarie, e portarle verso un punto d’incontro. Per me la dualità diventa interessante proprio nel momento in cui gli opposti si uniscono e diventano parte di un’unica realtà.
Il percorso concettuale che attraversa la mia ricerca può essere sintetizzato in:
Dualità → Unione → Energia → Movimento → Trasformazione
Gli opposti si incontrano, dall’unione nasce energia, l’energia genera movimento e il movimento porta alla trasformazione. La dualità, quindi, non è uno stato statico, ma un processo dinamico nel quale le diverse forze si incontrano, si influenzano e si trasformano reciprocamente.
Per questo scelgo spesso la forma del dittico: due pannelli distinti che, insieme, diventano un’unica opera. La separazione tra le due parti non rappresenta una distanza definitiva, ma uno spazio di dialogo e di connessione, nel quale l’energia può circolare e creare movimento.
L’astrazione è il linguaggio che mi permette di esprimere questa ricerca. Sento che non è sufficiente dipingere soltanto ciò che vedo. L’astratto mi offre maggiore libertà e leggerezza: mi permette di andare oltre la forma riconoscibile e di dipingere ciò che non si vede.
Ogni opera è pensata come un portale verso l’invisibile, un punto di connessione tra l’opera e chi la guarda, capace di evocare emozioni, intuizioni e una possibile comprensione più profonda di sé.

 
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© 2021 _Art by Lena Lito

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