Nelle mie opere astratte esploro emozioni profonde, riflessioni interiori e percezioni soggettive. Ogni lavoro diventa un viaggio nel mondo interiore, dove le sensazioni si trasformano in forme e colori vibranti, una danza visiva che esprime l'intensità e la complessità dell'essere. Ogni pennellata, ogni colore, è il riflesso di una parte di me, un frammento dell'anima che si fa forma.
La scelta del dittico, un'opera composta da due pannelli separati, non è casuale. Inizialmente, è stato il ciondolo a cuore separabile a ispirarmi, un simbolo che appare in molte culture, in cui due metà si uniscono e si separano, creando un legame profondo e dinamico. Questo concetto mi ha evocato l'idea di una dualità che, pur nella separazione, conserva la propria unità. Come nel simbolo di Yin e Yang, dove gli opposti si uniscono e si separano, il ciondolo a cuore che si divide e si unisce è diventato il punto di partenza per il mio lavoro. Il dittico diventa così la forma espressiva privilegiata perché riflette il concetto di unione e divisione che permea l'esistenza umana. Non è una scelta stilistica puramente estetica, ma un manifesto della mia visione artistica. Superando la semplice forma, il dittico diventa simbolo del mio modo di interpretare e rappresentare la complessità dell'esistenza. Trasformo il concetto di "diviso" in una sintesi armoniosa di opposti: anima e corpo, separazione e connessione, frammentazione e unità. In ogni opera, la divisione non è mai definitiva, ma piuttosto una condizione dinamica che attende una riconciliazione, proprio come il cuore che si separa e si ricongiunge, rivelando la continua ricerca di equilibrio tra opposti. Come affermava Aristotele in De Anima, "l'anima è la forma del corpo", un'unità in cui la dualità apparente si dissolve per rivelare l'essenza profonda dell'essere. In modo simile, Lao Tzu ci ricorda che "la natura unisce senza sforzo ciò che il saggio tenta di separare", un pensiero che riecheggia nel mio lavoro, dove corpo e anima si fondono in una realtà indivisibile. Il dittico, pertanto, diventa il mezzo ideale per esprimere la complessità dell'esperienza umana e l'equilibrio dinamico tra ciò che sembra opposto ma, in realtà, è inseparabile. La divisione tra i due pannelli non rappresenta una separazione definitiva, ma piuttosto una riflessione sulla relazione tra le parti. Ogni pannello è una parte di un tutto, un invito a considerare come ciò che sembra distinto sia, in realtà, complementare, connesso e interdipendente. In questo modo, il dittico si fa portavoce di una visione del mondo che non si limita a ciò che appare in superficie, ma che invita a guardare oltre, a scoprire il filo invisibile che lega ogni frammento all'intero. Questa continua ricerca di equilibrio tra contrasti e armonia si traduce nel mio desiderio di rappresentare un mondo in cui la separazione è solo un'illusione temporanea, mentre la vera essenza è quella dell'unione, della connessione e della fusione. Il mio lavoro, quindi, diventa un invito a esplorare questa dimensione profonda, un cammino che attraversa la frammentazione per arrivare alla consapevolezza dell'integrazione e della totalità.

